Leonardo Tarantini

Leonardo Tarantini

 

Nato a Urbino il 25 febbraio 1920, morto a Parma il 17 settembre 2009.

Nome di battaglia Nardo

Intervista realizzata il 15 novembre 2001 presso la casa dell’intervistato in Borgo Regale, da Guido Pisi e Primo Giroldini, operatore Alessandro Mutti.

La famiglia, le origini, l’infanzia e la scuola, Accademia militare a Modena (1938/1940), la guerra in Albania, 8 settembre 1943, l’arrivo a Parma, l’attività resistenziale, la 47^brigata Garibaldi, vita quotidiana in montagna, addestramenti e combattimenti, la liberazione di Ciano d’Enza, la liberazione di Parma, il dopoguerra, episodi della resistenza, Giacomo e Brunetto Ferrari.

Ufficiale del Regio Esercito Italiano, latinista, poeta e comandante partigiano. Ha meritato due Medaglie d´argento al Valore Militare, per le azioni partigiane Diplomato al Liceo Classico di Urbino, entrò giovanissimo all’Accademia militare di Modena. Combatté sul fronte albanese durante la seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre del 1943 scelse la vita partigiana. Dal ’43 al ’45, combatté nelle montagne del parmense contro le truppe tedesche e fasciste, dove fu anche ferito. Grazie al suo proverbiale intervento e alla pianificazione delle mosse, la città di Parma fu liberata in poco tempo il 26 aprile del 1945. Leonardo Tarantini, in qualità di Comandante della divisone partigiana Ottavio Ricci, scelse di liberare la città di Parma un giorno dopo rispetto al giorno prefissato per evitare inutili spargimenti di sangue.

Ha svolto anche l’attività di letterato, pubblicando molte poesie che ricordavano la resistenza partigiana. Ha tradotto l’Odissea e l’Eneide. È stato per molti anni Presidente dell’Anpi sezione di Parma e Presidente Onorario della stessa associazione fino alla morte.

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